giovedì 19 maggio 2011

INGESTIONE DI LIQUIDI CAUSTICI

Generalmente si assiste a questo tipo di avvelenamento sia in adulti per tentato suicidio sia nei bambini per ingestione accidentale di caustici per uso casalingo. La liscivia ( una miscela di idrossido di sodio e di potassio) è quella più comunemente ingerita. Molte forme diluite della liscivia, come il liquido usato per pulire i canali di scarico che contiene meno del 10%  della liscivia, hanno sostituito la liscivia solida e le soluzioni altamente concentrate ma hanno ancora una forza sufficiente a produrre perforazione viscerale. I prodotti in forma cristallina contengono liscivia per il 50% ma il dolore da esse prodotto solitamente ne limita l'ingestione. La maggior parte delle soluzioni a base di ammoniaca per uso casalingi, la candeggina per uso domestico e i detergenti sono caustici deboli per cui molto raramente si verificano lesioni molto gravi. Acidi forti possono essere presenti in detrgenti per piscine e per lavandini e nelle batterie ma la loro ingestione è molto meno comune.
L'azine tossica della liscivia è divisa in tre fasi. Il danno iniziale si sviluppa nell'arco di secondi ed è rappresentato  da un processo di necrosi liquefattiva che si accompagna dopo pochi giorni a trombosi vascolare ed infiammazione. Dopo 10 giorni si osserva l'eliminazione dei tessuti necrotici e si sviluppa il tessuto di granulazione. Nei mesi successivi si sviluppa la riepitelizzazione e può prodursi una stenosi. In alcuni casi si possono avere complicanze come perforazione esofagea o gastrica e stenosi esofagea.
Per quanto riguarda la terapia i pz dovrebbero essere condotti al pronto soccorso. Non si dovrebbe indurre il vomito. Non ci sono sistemi per neutralizzare gli acidi e gli alcali nello stomaco. Se il pz è stabilizzato e non si evidenzia perforazione si dovrebbe eseguire EGD. Gli steroidi, impiegati per prevenire la stenosi si sono dimostrati inefficaci.

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